La chirurgia della mano è una specialità chirurgica dedicata alla diagnosi e al trattamento delle patologie traumatiche, degenerative, infiammatorie e neoplastiche che colpiscono la mano e il polso.
Si tratta di un distretto anatomico estremamente complesso, in cui si concentrano strutture delicate – ossa, tendini, nervi, vasi e articolazioni – che lavorano in perfetto equilibrio per consentire movimento e sensibilità.
Per questo motivo la chirurgia della mano richiede competenze multidisciplinari: oltre a una formazione ortopedica avanzata, il chirurgo della mano deve possedere conoscenze di chirurgia plastica, microchirurgia, neurochirurgia e chirurgia vascolare.
L’approccio moderno a questa disciplina prevede inoltre una stretta collaborazione con radiologi, anestesisti, neurofisiologi, fisioterapisti e psicologi, per garantire un percorso terapeutico completo e integrato.

Le tecniche utilizzate devono essere moderne, mini-invasive e di alta precisione, spesso eseguite con l’ausilio di sistemi ottici di ingrandimento o dell’ecografo per ridurre al minimo il trauma chirurgico e preservare le strutture anatomiche.
Tra le metodiche più avanzate impiegate nella mia pratica rientra la tecnica WALANT (Wide Awake Local Anesthesia No Tourniquet), che permette di operare con il paziente sveglio e senza laccio emostatico.
Questa procedura consente di verificare in tempo reale la funzionalità tendinea e articolare durante l’intervento, migliorando la precisione del gesto chirurgico e il recupero post-operatorio.
Fondamentale, dopo l’intervento, è la collaborazione con fisioterapisti specializzati, che elaborano protocolli riabilitativi personalizzati per favorire il recupero ottimale di mobilità, forza e sensibilità.